venerdì 16 settembre 2016

Il risveglio della Cacciatrice: un dietro le quinte con l'intervista a cura del blog Ramingo!

Desiderate conoscere qualche retroscena sulla stesura de Il risveglio della Cacciatrice? Allora ecco per voi l'intervista rilasciata agli amici del blog Ramingo!


Buona lettura! 


1. Pugni, pupe e morsi sul collo. Nik è alla sua terza avventura ma… che ne diresti di raccontarci come è nato questo personaggio?

Nik è un personaggio parecchio strano e, come per tutte le stranezze letterarie, è nato quasi per caso, in maniera affatto calcolata.
Per molti anni, mentre scrivevo di altri vampiri “seri”, più classici, spesso si affacciava alla mia mente l’idea di questo dannato pronto a sbeffeggiare e ribaltare gli stereotipi del genere.
Era una figura nell’ombra, non completamente formata, ma che premeva costantemente per uscire allo scoperto, per dire la sua, per urlare al mondo: «Sì, sono un non morto, e me la godo!»

Un giorno, lo ricordo perfettamente, leggevo il romanzo fantascientifico All You Need Is Kill, di Hiroshi Sakurazaka, e rimasi affascinato da quel tipo narrazione in prima persona molto serrata, dove i pensieri del protagonista spaziavano in lungo e in largo, conservando il loro brio anche nei momenti più drammatici e deprimenti. Tutto questo grazie a uno humor nero di prima categoria.
Da lì, principalmente, nacque il tono che avrebbero avuto le grottesche avventure di Nikolai Rasputin.

2. Quindi Nik questa volta avrà pane per i suoi denti, anzi, lame. Raccontaci qualcosa di Amanda.

Quello di Amanda è un personaggio parecchio stratificato che io stesso, in alcuni frangenti, ho faticato a comprendere fino in fondo.

Volevo inizialmente calare il lettore nei panni di una cacciatrice di vampiri esperta, una di quelle macchine da guerra senza sentimenti, inarrestabile e invincibile. Insomma, il meglio del meglio in fatto di disinfestazione sovrannaturale. Poi, prendendomi del tempo, ho realizzato che una figura del genere non avrebbe avuto molto da dire, o comunque non abbastanza da differenziarla da mille altre simili, se guardiamo al genere di riferimento.
No, doveva in un certo qual modo essere simile a Nik: doveva essere una perdente.
Perché infondo Amanda è un’umana con tantissimi vizi e altrettante debolezze, che maschera la sua inadeguatezza, e soprattutto la sua sensibilità, dietro una facciata di finto cinismo, aiutandosi con una buona dose di impertinenza e autoironia.
Lei non è la migliore, non lo è neppure alla lontana: è solo una delle tante, un nome, uno strumento, una lama tra mille altre. O almeno questo le ha insegnato il mondo.

Incontrare il vampiro Nik la metterà nella scomoda posizione di dover rivalutare convinzioni e preconcetti che dava ormai per scontati.

Continua qui su Ramingo Blog!

Nessun commento:

Posta un commento