domenica 31 gennaio 2016

Vecchie conoscenze, nuovo sangue!

Le follie del vampiro Nik, mio ultimo lavoro sul dissacrante non-morto amante del made in Hollywood e del politicamente scorretto, non è un romanzo, e nemmeno un racconto breve (o lungo).
Non dubito che chi di dovere, voi lettori in primo luogo, lo etichetterete nella maniera più appropriata. Quanto a me, io guardo a questo spaccato di vita (poco) ordinaria come a un corto cinematografico, la puntata pilota di una serie tv, o anche il prologo di uno di quei vecchi romanzi d’appendice, quelli che cominciavano in un modo per proseguire poi su tutt’altri binari e toni.

Quando Nativi Digitali (l’editore che ha creduto nella mia penna virtuale) mi chiese di realizzare un prequel a Una notte di ordinaria follia, io accettai immediatamente. E quando mi chiese di incentrare il tutto sull’iconico vampiro Nik, io non battei ciglio. 
Il perché è presto detto.
Il personaggio di Nik(olai) non era mai stato creato per essere un protagonista; lui era nato per perdere, per fallire, ripetutamente.
Immaginate un mondo identico al nostro in tutto e per tutto, tranne per il non trascurabile dettaglio che al suo interno esistono creature sovrannaturali, esseri che sono stati costretti ad adattarsi per sopravvivere all’era moderna e alle sue mille insidie. Ora, in questo contesto, immaginate un vampiro che si comporta esattamente da vampiro, sempre: non finge, non cerca nemmeno di dissimulare la sua natura, di confondersi con l’umanità.
Questo soggetto, che sente il bisogno di sottostare a un certo tipo di immaginario che il Ventunesimo Secolo ha dei vampiri, è una minaccia per tutti: per la povera gente ignara, per la sua stessa razza, e per sé stesso.
Per un individuo del genere non può esserci un lieto fine come lo intendiamo noi, anzi, non sarebbe dovuto esserci neppure un inizio.
Vi presento Nik: un disadattato immortale, il cane sciolto dei dannati, la testimonianza (non) vivente che infondo non è poi così male passare le notti a prosciugare gole fregandosene delle conseguenze.
Insomma, che razza di storia seria, drammatica o appena intensa si potrebbe pretendere piazzando questo squilibrato egocentrico (certamente con un suo “fascino perverso”) al centro degli eventi?
Ora capite perché l’idea di vederlo protagonista assoluto mi stuzzicava?
Solo una volta, mi sono detto: per una volta deve esserci qualcosa, qualsiasi cosa, raccontata dalla prospettiva dello sfacciato vampiro Nik, qualcosa che lo veda muoversi nella sua città, tra i suoi conoscenti, nel suo ambiente naturale. Qualcosa che possa fugare ogni dubbio sulla sua singolare indole, e sul suo ancor più strano codice morale.

La morale, per voi che avete letto Una notte di ordinaria follia, o che vi accingete adesso a leggere Le follie del vampiro Nik, è che ciò che a un primo sguardo possono essere considerate vittorie, sono in realtà fallimenti.
Nik è profondamente imperfetto, è come un bambino che gioca con una testata nucleare, e la sua sola conquista, la sua più formidabile abilità, sta unicamente nella sopravvivenza, nel perseverare, nel riuscire, non si sa mai bene come, a scamparla da un pericolo molto più grande delle sue modeste possibilità.
Per questo è e resterà sempre la figura sullo sfondo, la spalla pseudo-comica, quello che in un mondo di fantasia costruito sulla verosimiglianza si comporta in maniera antitetica alle leggi che dovrebbero governarlo, infrangendo le barriere tra finzione e realtà, agendo e parlando quasi per conto di uno sconcertato lettore.

Le follie del vampiro Nik è la voglia di ribaltare ancora una volta le regole del gioco, di realizzare qualcosa di diverso pur senza snaturare il materiale di partenza, di concentrare in poche pagine l’essenza di un personaggio che semplicemente non può esistere da solo.
È il prequel diretto a Una notte di ordinaria follia, ma anche un tassello importante nella mitologia dell’universo narrativo che sono andato a creare: non mera operazione commerciale, ma opera completa e compiuta a tutti gli effetti, con un inizio e una fine, nuove informazioni esclusive, nuovi personaggi e nuovi spunti per il futuro.
In più, dopo il piatto forte, non alzatevi subito dal tavolo: una ricca sezione extra, creata anche per fare maggior chiarezza sulla particolare terminologia di genere che adopero nell’opera, vi attende. E non abbiate timore: ci sarà lo stesso Nik a spiegarvi tutto passo per passo. Ovviamente a modo suo.

Non mi rimane che consigliarvi di allacciare le cinture, mettere su la vostra compilation di grandi successi degli anni Ottanta e godervi le nuove avventure del nostro ragazzaccio dai denti a punta!

Buon divertimento, e occhio alle pallottole vaganti!




mercoledì 27 gennaio 2016

Le follie del vampiro Nik: pazzia a pillole!

Avete sentito parlare delle sue scorribande sui blog e sui social network.
Avete ammirato le sue prodezze in Una Notte di Ordinaria Follia.
Ora, il folle vampiro Nik ha un libro tutto per lui! 
Tra stravaganti nightclub di Mosca, agguati notturni, salvataggi rocamboleschi, improbabili interviste radiofoniche e deliranti sedute di psicoanalisi, avrete un assaggio di quello che l’immortale più fuori di testa del XXI secolo può combinare!

Le follie del vampiro Nik, un po’ prequel e un po’ approfondimento a Una Notte di Ordinaria Follia, spinge ancora di più il pedale sul lato grottesco e ironico della mia (insana) visione del genere Urban Fantasy, senza rinunciare ovviamente a una buona dose di pallottole tra una battuta arguta e l’altra.

E sapete qual è la parte migliore? Che questo racconto ve lo offre il buon Nik, perchè infondo non è cattivo come sembra...  


Alla salute!


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