domenica 5 luglio 2015

Alla scoperta delle citazioni del vampiro Nik: Complete Edition!

È davvero così speciale Una notte di ordinaria follia? Si può davvero affermare che il suo cadaverico (co)protagonista sia indimenticabile a tutti gli effetti? E soprattutto, quale altro mirabolante aggettivo potrei inventarmi per il tema della prossima domanda retorica?

Come spesso accade, l’introduzione di un articolo non ha nulla a che fare col tema dello stesso, quindi ignorate la gratuita autocelebrazione di sopra e passiamo oltre.

Non sono qui per parlarvi di vampiri, e nemmeno di sovrannaturale, perché Nik non è affatto l’unica attrazione di quell’insano e alienante parco giochi che dà il nome alla mia ultima fatica.
Una notte di ordinaria follia, come detto e scritto da qualcuno, è un’avventura che nella sua totale schizofrenia riesce a racchiudere in sé un numero oscenamente alto di omaggi, citazioni e riferimenti più o meno urlati al mondo cinematografico e non solo.
Siete pronti per scoprire quelli più significativi? Allora allacciate le cinture e godetevi la lettura!

Fin dal primo capitolo, lo stile narrativo parla da solo: in prima persona, diretto, cinico, amorale e sporco. In una sola parola, pulp.
Quindi se dovessero venirvi in mente i film di Tarantino o le graphic novel di Miller in stile Sin City, non sareste poi così lontani dal risultato finale.

La tappa successiva è rappresentata nientemeno che da una Beretta, pistola italiana, ma non di meno il simbolo del cinema hard boiled di Hong Kong, quello che negli anni’80 (e primi ’90) consacrò il regista John Woo come re delle sparatorie.
Il nostro Nik è un vero fanatico delle armi da fuoco. Aggiungete a questo la passione per gli action movie, e l’ossessione per i cult hollywoodiani, e non vi sorprenderà vederlo orgogliosamente alle prese con due pesantissime AMT Harballer Longslide calibro 45. Il nome non vi dice nulla? Allora chiedetelo a Schwarzenegger!  
Il successivo omaggio a Eastwood, e alle sue intramontabili sei colpi dei western, era praticamente obbligatorio, dato il tema.    

Al grido di “non solo cinema!” veniamo a scoprire con delle battutacce idiote che Nik è anche un discreto lettore di genere, probabilmente più per prendere in giro gli umani sui clichè che riguardano i non-morti che per reale passione. 
Anne Rice e il suo Lestat sono in cima alla lista, ma c’è spazio anche per Dracula e per l’eccentrico milionario Gatsby, benchè (almeno in quest’ultimo caso) il dubbio sorga spontaneo: Nik ha davvero letto il romanzo o ha visto solo il nuovissimo film con DiCaprio? A voi, amici, l’ardua sentenza.

Spostiamoci un attimino nei pressi della protagonista vera e propria: cosa sappiamo di lei, a parte che evidentemente possiede un nome impronunciabile? Beh, senz’altro è una consumatrice di fumetti, ed è anche piuttosto attenta, con gusti non così scontati: il nominare nientemeno che la procace Vampirella la rende immediatamente più nerd, e sexy!
E non è tutto.
In una particolare sequenza descrittiva dedicata interamente a lei, la nostra “pragmatica” eroina ammette senza possibilità di fraintendimento di ammirare le sfolgoranti dive degli anni’20. Abbiamo dunque tra noi un’estimatrice del bianco e nero, delle pellicole vintage, oppure una fan dell’ultimo minuto scopertasi tale grazie al premio oscar The Artist? Ammetto di non saperlo nemmeno io: so solo che adoro Audrey Hepburn, e anche se ai suoi tempi l’epoca delle dive era passata quasi da un pezzo, io continuo a immaginarmele perlopiù così.

Ed eccoci finalmente giunti alla scena più amata e discussa (nelle mie fantasie) da milioni di lettori in tutto il mondo: Nik e la sua roulette russa! Niente spoiler, acqua in bocca, ma se avete visto Kiss Kiss Bang Bang, il film di Shane Black, allora saprete quanto un tocco di iper-realismo può a volte rivelarsi tanto azzeccato quanto dissacrante. 

E che dire dei social network?! Ebbene il vampiro Nik ha un account twitter. Nulla di che, appena 400.000 followers: tutti fan dei selfie e delle foto di vittime divorate.
Peccato che, a seguito delle avventure di New York del non-morto, l’account sia stato chiuso da un non noto organo governativo americano: il nostro vampiro ha dovuto rinunciare alle migliaia di umane che le inviavano foto in topless. Adesso, sul suo nuovo profilo, ha appena 300 followers. Ma cresceranno…

In ambito “autocitazionismo”, oppure “universo condiviso”, come va di moda oggi, i cacciatori di vampiri sono sempre loro: agenti governativi, templari dell’Ordine, la società segreta dal nome generico per eccellenza. Li potete trovare quasi in ogni mio racconto, perché sono tipi insistenti e coriacei, e odiano le creature non umane, soprattutto Nik, che oltre a essere un mostro ci gode pure.

Serie TV e videogames? Ci sono anche loro.
Il night club gestito dai vampiri di Manhattan, il Bloody Rose, non solo sembra che abbia il nome di un’arma impugnata dall’albino Dante (quello giapponese, non l’italiano), ma somiglia addirittura a una versione meno provinciale e più urbana dell’iconico Fangtasia.
Se solo sapeste poi chi è la Victoria che nomina spesso Nik… 

Sì, lo so, volete saperne di più su Rodin, il dannato trafficante d’armi col la fissa per i tatuaggi: vi dico solo che voci non confermate parlano di una certa amicizia con una strega, una che usa quattro pistole per volta…
Nik odia le streghe, ma ama le automatiche, quindi meglio pensarci, prima di dargli quest’informazione.   

Ho lasciato il meglio per ultimo, gente, l’interrogativo che (ancora una volta nelle mie fantasie) ha fatto passare notti insonne a milioni di lettori: qual è la canzone, il “grande successo degli anni’80” che Nik ascolta nel suo walkman, durante le battute finali? Ebbene prendete quel capitolo di Una notte di ordinaria follia, mette il volume al massimo, premete play su Gonna Fly Now e cominciate a leggere: la vostra vita non sarà più la stessa, perché non potrete fare a meno di piangere dal ridere, come è successo a me mentre ideavo questa sequenza! Lo so: è roba talmente stupida, e inappropriata, da essere epica, in quel contesto!

Siamo arrivati ai titoli di coda: spero che questo viaggio alla scoperta delle numerose chicche regalate dal vampiro Nik, e dalla sua folle avventura newyorkese, vi abbia divertito come ha divertito me.
Ovviamente ce ne sarebbero molte altre ancora (e sospetto che le abbiate già scoperte da voi), ma come dicevo all’inizio dell’articolo, molto spesso l’introduzione è ingannevole, e questa non è affatto la Complete Edition che vantava il titolo. 
No, non sono sadico, è solo che non voglio privarvi del piacere, e della piccola soddisfazione, di riconoscere senza aiuti esterni, affidandovi solo alla vostra immaginazione e cultura geek, tutto il restante.
Per cui leggete Una notte di ordinaria follia, consigliatelo agli amici e confrontatevi con loro: quelli che riusciranno a scovare più curiosità riceveranno in regalo il calendario di “nudo artistico” del vampiro Nik!*


That's all folks!








*fino ad esaurimento scorte

mercoledì 1 luglio 2015

Identikit di un vampiro psicopatico.

Avete letto Una notte di ordinaria follia ma non ne avete ancora avuto abbastanza del vampiro Nik? Perfetto! Perché molto probabilmente nemmeno Nik ne ha avuto abbastanza di voi, soprattutto se siete ragazze!

Nei giusti ambienti (e per “giusti” voglio dire “sbagliati”), Nik è già diventato un’icona da adorare e imitare. Il segreto del suo successo? No, non è il sex appeal come crede lui, e nemmeno i miliardi di dollari di cui dispone, come credono i suoi molteplici nemici.
Dipende tutto dal concretizzarsi di una domanda, una domanda, ovviamente seguita da una risposta, che rigiro a voi.

Cosa fareste se veniste trasformati in vampiri?

Sì, proprio voi, voi persone comuni, voi tizi a caso, coi vostri sogni, i vostri vizi e le vostre passioni. Voi ragazze e ragazzi che la sera uscite a divertirvi, che andate al cinema, che giocate coi videogames e a cui, detto tra noi, frega abbastanza poco del prossimo, se non quando può esserci di aiuto in qualche modo.
Non sto parlando di gente vissuta secoli fa, ma di voi, di noi, di me. Figli del Ventesimo Secolo in tutto e per tutto.
Se foste dei vampiri, lo ripeto, cosa fareste? Se foste immortali, dotati di capacità fuori dal comune, di forza e velocità e resistenza eccezionale, come vi comportereste? Ve ne stareste lì, tormentati, a chiedervi i perché e i percome oppure ve la ridereste di gusto? Vi importerebbe ancora dell’amore, del romanticismo, del giudizio degli altri, della vostra stessa umanità? Oppure prendereste a fare del mondo il vostro parco dei divertimenti infischiandovene delle conseguenze?
La risposta, almeno per me, è colpevolmente (e piacevolmente) ovvia.
Mettere da parte i falsi moralismi sarebbe liberatorio, e quale creatura più libera di un vampiro esiste davvero? Parlo di quegli scalmanati bastardi non-morti che bevono sangue umano come se non ci fosse un domani; di quei dannati abitanti del mondo moderno che si beffano della Legge e dei luoghi comuni, uccidendo umani perché sì, perché è divertente, perché nessuno può fermarli.
Nik è tutto questo e molto altro ancora: è un quarantenne nel corpo freddo di un diciassettenne che non è mai cresciuto davvero, che vive costantemente nel bel mezzo di una crisi di mezza età, credendo lui per primo di essere ancora un adolescente. Sa cosa vuol dire essere un vampiro non perché lo sia da tempo immemore, non per esperienza, ma perché li ha visti nel film, perché ha idealizzato e fatto sua una certa filosofia di non-vita, e accidenti se se la gode!
Nessun freno, nessuna riserva morale, nessuna cautela: solo divertimento. Sesso, alcol, droghe e rock and roll! 

Se fossimo ancora negli anni Settanta, o Ottanta, definiremo Nik come un punk: un ribelle, un rumoroso, caotico, irriverente e anticonvenzionale scarto della società. Ma oggi come oggi, essere un individuo del genere vuol dire (ovviamente generalizzando) essere dei geek, nerd incalliti nell’accezione più positiva del termine, elementi sdoganati dalle più famose serie tv del momento.
È vero, Nik agisce costantemente fuori dagli schemi, ma ha anche una profonda conoscenza della cultura pop, della tecnologia e della moda. Non per niente possiede un account twitter!
A differenza dei “vampiri veri”, quelli antichi e aristocratici dei polverosi romanzi gotici, lui è al passo coi tempi, non vive nel passato, anzi, ama il Ventunesimo Secolo in ogni sua forma, brama il futuro, ed è più che felice di adattarsi alla realtà contemporanea.
E non è tutto.
Nik è nato, ed è cresciuto e si è evoluto arrivando a farsi notare nel panorama di genere, non per cosa è, ma per cosa rappresenta.
È un diciassettenne che col suo stesso porsi critica apertamente, e scherzosamente, sebbene impietosamente, la figura del vampiro odierna fatta di ragazzini ipersensibili alle prese con problemi di cuore. È un dannato che ride di questi suoi simili che bevono il sangue delle povere bestie anziché quello umano; che va orgoglioso del fatto che alla luce del sole le sue chiappe vadano a fuoco.
Per usare le sue parole: «Il mondo ha cambiato rotta: adesso la gente trova più strano vedere dei vampiri che maneggiano pistole automatiche piuttosto che vedere vampiri che brillano come fottuti diamanti. Come se fosse normale che un cazzuto non-morto figlio di puttana rimanesse lì a chiedersi per più di mezzo secondo se scoparsela o meno quella fighetta umana!»
Ecco cosa rappresenta il vampiro Nik: non è indecisione, non è dolcezza, non è drammaticità e nemmeno struggente passione, ma pura mostruosità. È violenza, efferatezza, libidine e sfacciataggine. Insomma, il campionario completo delle più basse, e soddisfacenti, emozioni mortali.

Le fonti d’ispirazione sono state varie e molteplici: mi dispiacerebbe rovinare l’idea che potreste esservi fatti in merito leggendo le avventure di Nik. Sono certo che ognuno di voi avrà notato alcune somiglianze, magari dei rimandi, o delle citazioni, ai (purtroppo pochi) personaggi simili. Quindi farò solo un paio di nomi, nomi che forse non vi diranno nulla, o magari vi faranno sorridere accendendo la proverbiale lampadina. Anzi, lascerò che sia proprio Nik a parlare di loro a modo suo, così, tanto per concludere degnamente questo improbabile identikit di un vampiro che è già diventato cult (o così pensa lui)!


«Era l’87, credo, o l’88, non ricordo bene. Avevo rimorchiato una strega niente male, quando ancora uscivo con le streghe e non le consideravo le stronze opportuniste che di fatto sono. La tipa andava pazza per i dannati ossigenati, e non ci crederete, ma mi feci biondo platino apposta per lei. Roba che a pensarci avrei potuto chiedere lavoro a Whedon per la controfigura di Spike! 
Ad ogni modo ce ne andammo al Majestic, quello di Los Angeles, sai, il cinema sulla… cazzo, ho letto che l’hanno chiuso una decina d’anni fa. 
A quell’epoca davano tutti film d’autore, come si dice oggi, pellicole indipendenti o comunque non così famose.
Ci sediamo in prima fila e bam! Near Dark, con Bill-fottuto-idolo-Paxton nel ruolo di Severen: il succhiasangue più bastardo che avessi mai visto! Avrei voluto avere un fratello come lui, sul serio! E il suo canne mozze… wow! Corsi a comprarne uno quella notte stessa! 
Il resto, come si dice in questi casi, è storia, oppure cronaca nera.»