sabato 14 febbraio 2015

Le Memorie Oscure - Rondò: il fascino intramontabile del gotico.

“Un ultimo ballo, un ultimo sorriso, un ultimo pensiero felice a ciò che fummo e divenimmo.
Io muoio.
L’eclissi è qui.”


Siamo nell’anno 1865, ed è così che comincia questa storia, con un prologo che sa di epilogo: malinconico, nostalgico e disperatamente romantico.
Clemens von Hebelhost, nostro indiscusso protagonista, è giunto al termine della sua vicenda umana, e nei suoi ultimi istanti non può far altro che ricordare.
Egli, che ci viene da principio presentato come un farfallone, un vizioso aristocratico annoiato dal mondo, conclude la sua esistenza da creatura maledetta, da vampiro, consumato dalla luce del sole.
Eppure Clemens non è sempre stato un dannato, al contrario. Per un’intera vita non ha fatto altro che condurre una doppia esistenza: superficiale nobiluomo di giorno; implacabile cacciatore di esseri oscuri di notte.
Dunque, quale amara ironia che nonostante i suoi molteplici sforzi, il suo valore, la sua tenacia e il suo coraggio, egli non solo debba morire, ma debba farlo pure da vampiro, rappresentando tutto ciò che ha sempre odiato con tutto sé stesso.

Tre giorni: nell’arco di tre giorni si dipana l’arco narrativo del nostro conte decaduto. Tre giorni scanditi da una corsa contro il tempo; tre giorni di ossessione verso il Tristano e Isotta di Wagner; tre giorni di opprimenti visioni: l’eclissi che spazzerà via le tenebre.
È, quella di von Hebelhost, una realtà di apparente normalità: cravattini, bastoni da passeggio, tube e carrozze blasonate; serate all’Opera, case da gioco, bordelli e fumerie d’oppio. Ma più la nostra storia prosegue, più si addentra nella vita del protagonista, tanto più quella stessa cappa di normalità scivola via, lentamente ma ineluttabilmente.
L’Ordine Templare protegge da secoli il genere umano dai pericoli sovrannaturali, e i suoi agenti, i suoi cavalieri, sono dappertutto, infiltrati in ogni piega della società, ad ogni livello, così come i suoi nemici.
Clemens è il custode della città di Monaco come lo era stato suo padre prima di lui, e suo nonno prim’ancora, per generazioni. Tuttavia i tempi cambiano. Le idee cambiano, e anche gli uomini cambiano…

Le Memorie Oscure – Rondò è un romanzo gotico.
Al suo interno troverete tutti i cardini del genere che tanto hanno appassionato estimatori e nuove leve.
Sfarzosità, ricercatezza e formalità. Follia, passione e oscurità. Non solo contrapposizione tra Bene e Male, ma anche tra scienza e religione.
Più la vicenda prende forma, più i contorni si fanno sfumati. La moralità diviene inconsistente, e il confine tra giusto e sbagliato sempre più soggettivo. 
Le paure umane crescono a contatto col sovrannaturale. Dubbi e incertezze rivaleggiano con ragione e sanità mentale.
È un viaggio, quello del conte cacciatore, che lo porterà a scontrarsi non solo con vampiri e subdoli esseri dalla dubbia natura, ma soprattutto con sé stesso, le sue certezze, la sua presunta infallibilità, il suo torbido passato.
E alla fine, come preannunciato dalle sue stesse parole, egli fallirà, perché fallire è nella natura umana, ed egli, nonostante il sangue maledetto che gli scorre nelle vene, che lo rende “migliore”, non è altro che una ennesima pedina su di una scacchiera assai più vasta di quanto l’immaginazione possa suggerire.   
Ma è davvero tutto così semplice come il prologo lascia intravedere? Non c’è davvero più speranza per il nostro “eroe”? Oppure la verità è un’altra?
Ai lettori il piacere della scoperta.