domenica 5 luglio 2015

Alla scoperta delle citazioni del vampiro Nik: Complete Edition!

È davvero così speciale Una notte di ordinaria follia? Si può davvero affermare che il suo cadaverico (co)protagonista sia indimenticabile a tutti gli effetti? E soprattutto, quale altro mirabolante aggettivo potrei inventarmi per il tema della prossima domanda retorica?

Come spesso accade, l’introduzione di un articolo non ha nulla a che fare col tema dello stesso, quindi ignorate la gratuita autocelebrazione di sopra e passiamo oltre.

Non sono qui per parlarvi di vampiri, e nemmeno di sovrannaturale, perché Nik non è affatto l’unica attrazione di quell’insano e alienante parco giochi che dà il nome alla mia ultima fatica.
Una notte di ordinaria follia, come detto e scritto da qualcuno, è un’avventura che nella sua totale schizofrenia riesce a racchiudere in sé un numero oscenamente alto di omaggi, citazioni e riferimenti più o meno urlati al mondo cinematografico e non solo.
Siete pronti per scoprire quelli più significativi? Allora allacciate le cinture e godetevi la lettura!

Fin dal primo capitolo, lo stile narrativo parla da solo: in prima persona, diretto, cinico, amorale e sporco. In una sola parola, pulp.
Quindi se dovessero venirvi in mente i film di Tarantino o le graphic novel di Miller in stile Sin City, non sareste poi così lontani dal risultato finale.

La tappa successiva è rappresentata nientemeno che da una Beretta, pistola italiana, ma non di meno il simbolo del cinema hard boiled di Hong Kong, quello che negli anni’80 (e primi ’90) consacrò il regista John Woo come re delle sparatorie.
Il nostro Nik è un vero fanatico delle armi da fuoco. Aggiungete a questo la passione per gli action movie, e l’ossessione per i cult hollywoodiani, e non vi sorprenderà vederlo orgogliosamente alle prese con due pesantissime AMT Harballer Longslide calibro 45. Il nome non vi dice nulla? Allora chiedetelo a Schwarzenegger!  
Il successivo omaggio a Eastwood, e alle sue intramontabili sei colpi dei western, era praticamente obbligatorio, dato il tema.    

Al grido di “non solo cinema!” veniamo a scoprire con delle battutacce idiote che Nik è anche un discreto lettore di genere, probabilmente più per prendere in giro gli umani sui clichè che riguardano i non-morti che per reale passione. 
Anne Rice e il suo Lestat sono in cima alla lista, ma c’è spazio anche per Dracula e per l’eccentrico milionario Gatsby, benchè (almeno in quest’ultimo caso) il dubbio sorga spontaneo: Nik ha davvero letto il romanzo o ha visto solo il nuovissimo film con DiCaprio? A voi, amici, l’ardua sentenza.

Spostiamoci un attimino nei pressi della protagonista vera e propria: cosa sappiamo di lei, a parte che evidentemente possiede un nome impronunciabile? Beh, senz’altro è una consumatrice di fumetti, ed è anche piuttosto attenta, con gusti non così scontati: il nominare nientemeno che la procace Vampirella la rende immediatamente più nerd, e sexy!
E non è tutto.
In una particolare sequenza descrittiva dedicata interamente a lei, la nostra “pragmatica” eroina ammette senza possibilità di fraintendimento di ammirare le sfolgoranti dive degli anni’20. Abbiamo dunque tra noi un’estimatrice del bianco e nero, delle pellicole vintage, oppure una fan dell’ultimo minuto scopertasi tale grazie al premio oscar The Artist? Ammetto di non saperlo nemmeno io: so solo che adoro Audrey Hepburn, e anche se ai suoi tempi l’epoca delle dive era passata quasi da un pezzo, io continuo a immaginarmele perlopiù così.

Ed eccoci finalmente giunti alla scena più amata e discussa (nelle mie fantasie) da milioni di lettori in tutto il mondo: Nik e la sua roulette russa! Niente spoiler, acqua in bocca, ma se avete visto Kiss Kiss Bang Bang, il film di Shane Black, allora saprete quanto un tocco di iper-realismo può a volte rivelarsi tanto azzeccato quanto dissacrante. 

E che dire dei social network?! Ebbene il vampiro Nik ha un account twitter. Nulla di che, appena 400.000 followers: tutti fan dei selfie e delle foto di vittime divorate.
Peccato che, a seguito delle avventure di New York del non-morto, l’account sia stato chiuso da un non noto organo governativo americano: il nostro vampiro ha dovuto rinunciare alle migliaia di umane che le inviavano foto in topless. Adesso, sul suo nuovo profilo, ha appena 300 followers. Ma cresceranno…

In ambito “autocitazionismo”, oppure “universo condiviso”, come va di moda oggi, i cacciatori di vampiri sono sempre loro: agenti governativi, templari dell’Ordine, la società segreta dal nome generico per eccellenza. Li potete trovare quasi in ogni mio racconto, perché sono tipi insistenti e coriacei, e odiano le creature non umane, soprattutto Nik, che oltre a essere un mostro ci gode pure.

Serie TV e videogames? Ci sono anche loro.
Il night club gestito dai vampiri di Manhattan, il Bloody Rose, non solo sembra che abbia il nome di un’arma impugnata dall’albino Dante (quello giapponese, non l’italiano), ma somiglia addirittura a una versione meno provinciale e più urbana dell’iconico Fangtasia.
Se solo sapeste poi chi è la Victoria che nomina spesso Nik… 

Sì, lo so, volete saperne di più su Rodin, il dannato trafficante d’armi col la fissa per i tatuaggi: vi dico solo che voci non confermate parlano di una certa amicizia con una strega, una che usa quattro pistole per volta…
Nik odia le streghe, ma ama le automatiche, quindi meglio pensarci, prima di dargli quest’informazione.   

Ho lasciato il meglio per ultimo, gente, l’interrogativo che (ancora una volta nelle mie fantasie) ha fatto passare notti insonne a milioni di lettori: qual è la canzone, il “grande successo degli anni’80” che Nik ascolta nel suo walkman, durante le battute finali? Ebbene prendete quel capitolo di Una notte di ordinaria follia, mette il volume al massimo, premete play su Gonna Fly Now e cominciate a leggere: la vostra vita non sarà più la stessa, perché non potrete fare a meno di piangere dal ridere, come è successo a me mentre ideavo questa sequenza! Lo so: è roba talmente stupida, e inappropriata, da essere epica, in quel contesto!

Siamo arrivati ai titoli di coda: spero che questo viaggio alla scoperta delle numerose chicche regalate dal vampiro Nik, e dalla sua folle avventura newyorkese, vi abbia divertito come ha divertito me.
Ovviamente ce ne sarebbero molte altre ancora (e sospetto che le abbiate già scoperte da voi), ma come dicevo all’inizio dell’articolo, molto spesso l’introduzione è ingannevole, e questa non è affatto la Complete Edition che vantava il titolo. 
No, non sono sadico, è solo che non voglio privarvi del piacere, e della piccola soddisfazione, di riconoscere senza aiuti esterni, affidandovi solo alla vostra immaginazione e cultura geek, tutto il restante.
Per cui leggete Una notte di ordinaria follia, consigliatelo agli amici e confrontatevi con loro: quelli che riusciranno a scovare più curiosità riceveranno in regalo il calendario di “nudo artistico” del vampiro Nik!*


That's all folks!








*fino ad esaurimento scorte

mercoledì 1 luglio 2015

Identikit di un vampiro psicopatico.

Avete letto Una notte di ordinaria follia ma non ne avete ancora avuto abbastanza del vampiro Nik? Perfetto! Perché molto probabilmente nemmeno Nik ne ha avuto abbastanza di voi, soprattutto se siete ragazze!

Nei giusti ambienti (e per “giusti” voglio dire “sbagliati”), Nik è già diventato un’icona da adorare e imitare. Il segreto del suo successo? No, non è il sex appeal come crede lui, e nemmeno i miliardi di dollari di cui dispone, come credono i suoi molteplici nemici.
Dipende tutto dal concretizzarsi di una domanda, una domanda, ovviamente seguita da una risposta, che rigiro a voi.

Cosa fareste se veniste trasformati in vampiri?

Sì, proprio voi, voi persone comuni, voi tizi a caso, coi vostri sogni, i vostri vizi e le vostre passioni. Voi ragazze e ragazzi che la sera uscite a divertirvi, che andate al cinema, che giocate coi videogames e a cui, detto tra noi, frega abbastanza poco del prossimo, se non quando può esserci di aiuto in qualche modo.
Non sto parlando di gente vissuta secoli fa, ma di voi, di noi, di me. Figli del Ventesimo Secolo in tutto e per tutto.
Se foste dei vampiri, lo ripeto, cosa fareste? Se foste immortali, dotati di capacità fuori dal comune, di forza e velocità e resistenza eccezionale, come vi comportereste? Ve ne stareste lì, tormentati, a chiedervi i perché e i percome oppure ve la ridereste di gusto? Vi importerebbe ancora dell’amore, del romanticismo, del giudizio degli altri, della vostra stessa umanità? Oppure prendereste a fare del mondo il vostro parco dei divertimenti infischiandovene delle conseguenze?
La risposta, almeno per me, è colpevolmente (e piacevolmente) ovvia.
Mettere da parte i falsi moralismi sarebbe liberatorio, e quale creatura più libera di un vampiro esiste davvero? Parlo di quegli scalmanati bastardi non-morti che bevono sangue umano come se non ci fosse un domani; di quei dannati abitanti del mondo moderno che si beffano della Legge e dei luoghi comuni, uccidendo umani perché sì, perché è divertente, perché nessuno può fermarli.
Nik è tutto questo e molto altro ancora: è un quarantenne nel corpo freddo di un diciassettenne che non è mai cresciuto davvero, che vive costantemente nel bel mezzo di una crisi di mezza età, credendo lui per primo di essere ancora un adolescente. Sa cosa vuol dire essere un vampiro non perché lo sia da tempo immemore, non per esperienza, ma perché li ha visti nel film, perché ha idealizzato e fatto sua una certa filosofia di non-vita, e accidenti se se la gode!
Nessun freno, nessuna riserva morale, nessuna cautela: solo divertimento. Sesso, alcol, droghe e rock and roll! 

Se fossimo ancora negli anni Settanta, o Ottanta, definiremo Nik come un punk: un ribelle, un rumoroso, caotico, irriverente e anticonvenzionale scarto della società. Ma oggi come oggi, essere un individuo del genere vuol dire (ovviamente generalizzando) essere dei geek, nerd incalliti nell’accezione più positiva del termine, elementi sdoganati dalle più famose serie tv del momento.
È vero, Nik agisce costantemente fuori dagli schemi, ma ha anche una profonda conoscenza della cultura pop, della tecnologia e della moda. Non per niente possiede un account twitter!
A differenza dei “vampiri veri”, quelli antichi e aristocratici dei polverosi romanzi gotici, lui è al passo coi tempi, non vive nel passato, anzi, ama il Ventunesimo Secolo in ogni sua forma, brama il futuro, ed è più che felice di adattarsi alla realtà contemporanea.
E non è tutto.
Nik è nato, ed è cresciuto e si è evoluto arrivando a farsi notare nel panorama di genere, non per cosa è, ma per cosa rappresenta.
È un diciassettenne che col suo stesso porsi critica apertamente, e scherzosamente, sebbene impietosamente, la figura del vampiro odierna fatta di ragazzini ipersensibili alle prese con problemi di cuore. È un dannato che ride di questi suoi simili che bevono il sangue delle povere bestie anziché quello umano; che va orgoglioso del fatto che alla luce del sole le sue chiappe vadano a fuoco.
Per usare le sue parole: «Il mondo ha cambiato rotta: adesso la gente trova più strano vedere dei vampiri che maneggiano pistole automatiche piuttosto che vedere vampiri che brillano come fottuti diamanti. Come se fosse normale che un cazzuto non-morto figlio di puttana rimanesse lì a chiedersi per più di mezzo secondo se scoparsela o meno quella fighetta umana!»
Ecco cosa rappresenta il vampiro Nik: non è indecisione, non è dolcezza, non è drammaticità e nemmeno struggente passione, ma pura mostruosità. È violenza, efferatezza, libidine e sfacciataggine. Insomma, il campionario completo delle più basse, e soddisfacenti, emozioni mortali.

Le fonti d’ispirazione sono state varie e molteplici: mi dispiacerebbe rovinare l’idea che potreste esservi fatti in merito leggendo le avventure di Nik. Sono certo che ognuno di voi avrà notato alcune somiglianze, magari dei rimandi, o delle citazioni, ai (purtroppo pochi) personaggi simili. Quindi farò solo un paio di nomi, nomi che forse non vi diranno nulla, o magari vi faranno sorridere accendendo la proverbiale lampadina. Anzi, lascerò che sia proprio Nik a parlare di loro a modo suo, così, tanto per concludere degnamente questo improbabile identikit di un vampiro che è già diventato cult (o così pensa lui)!


«Era l’87, credo, o l’88, non ricordo bene. Avevo rimorchiato una strega niente male, quando ancora uscivo con le streghe e non le consideravo le stronze opportuniste che di fatto sono. La tipa andava pazza per i dannati ossigenati, e non ci crederete, ma mi feci biondo platino apposta per lei. Roba che a pensarci avrei potuto chiedere lavoro a Whedon per la controfigura di Spike! 
Ad ogni modo ce ne andammo al Majestic, quello di Los Angeles, sai, il cinema sulla… cazzo, ho letto che l’hanno chiuso una decina d’anni fa. 
A quell’epoca davano tutti film d’autore, come si dice oggi, pellicole indipendenti o comunque non così famose.
Ci sediamo in prima fila e bam! Near Dark, con Bill-fottuto-idolo-Paxton nel ruolo di Severen: il succhiasangue più bastardo che avessi mai visto! Avrei voluto avere un fratello come lui, sul serio! E il suo canne mozze… wow! Corsi a comprarne uno quella notte stessa! 
Il resto, come si dice in questi casi, è storia, oppure cronaca nera.»    

lunedì 1 giugno 2015

Le improbabili perle di saggezza del vampiro Nik!

Che è il vampiro Nik? Ma sopratutto, cosa ne pensa dei suoi simili, dei tempi moderni e della realtà sovrannaturale che abita?
Ecco a voi, amici delle Memorie Oscure, un campionario di temi bollenti per guidarvi alla scoperta del più pazzo dannato del Ventunesimo Secolo!



A proposito dei cacciatori di creature non umane:

«Templari. Cacciatori di vampiri: adoro il loro modo di fare.» sghignazza Nik: «Agiscono ancora come fossero nel medioevo, con le loro pozioni misteriose, i rituali segreti e tutte quelle puttanate New Age.»

A proposito della trasformazione in vampiro:

«Dimentica tutte quelle stronzate sulla bellezza interiore, sull’essere piuttosto che l’apparire.» dice Nik: «Credi che io sia stato trasformato per il mio animo sensibile, o per il mio acume negli affari? Nossignore! Sono diventato un vampiro perché a una rossa tutto sangue e sesso piacevano le mie chiappe, e il mio arnese è fuori misura!»

A proposito dei mai abbastanza lontani anni '70:

«Ricordo poco degli anni ’70.» ammette Nik: «Anche perché c’è ben poco di quel periodo che valga la pena di essere ricordato, certo, esclusi i Bee Gees.» sogghigna: «Ad ogni modo, a Santa Monica c’erano questi quattro dannati. Si facevano chiamare “I Figli della Notte”. Controllavano tutta Los Angeles.
Lei era una strafiga di prima categoria, pensa che non portava nemmeno quei cazzo di capelli cotonati, ma aveva tipo duecento anni o giù di lì, quindi quelli come me nemmeno li guardava. 
Gli altri tre sembravano aver anticipato i tempi ed essere usciti fuori da Scarface, quello con Pacino: un cubano in gessato bianco, un texano col suo cappello da cowboy e un tizio irlandese con la fissa per David Bowie

A proposito dei vampirofili:

«Io non sono uno che giudica, ok?» dice Nik: «Voglio dire, anch’io ho le mie perversioni. Però quando vedo questi umani che scelgono di farsi mangiare, di essere cibo per vampiri in maniera consenziente, davvero penso che la società moderna stia andando a puttane.» continua: «Sul serio, io mi sentirei a disagio ad essere accostato da uno di questi tizi che mi porge la gola, o il braccio, per permettermi di nutrirmi da lui. Cioè, sono loro che danno il permesso a me: riesci a crederci?!» scuote la testa allibito: «Io sono un cazzo di vampiro! Se mi tolgono anche il piacere di andare a caccia allora che senso ha?»

A proposito delle streghe:

«Vuoi sapere cosa penso delle streghe?» chiede Nik: «Penso che siano delle sadiche pazze psicopatiche, e te lo dice questo sadico pazzo psicopatico!» s’indica coi pollici: «Le vedi arrivare e pensi: ecco fatto, sta per piovere merda. E non merda normale, ma merda magica, che è addirittura peggio.» si scola la sua vodka: «Credimi, quelle stronze portano solo guai. Vivono per fottere il prossimo, e dato che ci godono gli riesce pure abbastanza bene…»

A proposito dei famigli animali:


«Conoscevo questa tipa…» dice Nik: «Sai, sul genere nativi americani, mezza indiana e mezza bianca.» ricorda: «Non era una vera strega, io quelle stronze opportuniste le riconosco a naso. No, era una sciamana, una di quelle che risvegliano il tuo io interiore, l’animale guida e cazzate così.» continua: «Le offro un drink e lei comincia a spiegarmi che secondo lei i vampiri hanno perso nei secoli il loro contatto con la natura. Che la loro influenza sulle belve ormai è svanita, e che oggi come oggi gli unici dannati che ancora se ne vanno in giro con delle fiere come famigli si trovano in quei vecchi film dell’orrore in bianco e nero.»

A proposito della moda sui vampiri:

«Quelli come te non hanno un codice morale da seguire?» chiede il barista: «Una di quelle regole sul non rivelare la propria vera natura all’Umanità, tenere un basso profilo o chessò io?»
«Sicuro,» risponde Nik: «ma siamo nel ventunesimo secolo. I vampiri sono tornati di moda. Se non ne approfitto un po’ adesso allora quando?»

A proposito degli altri suoi simili:

«Non ci sono più i vampiri di una volta.» dice Nikolai: «Intendo quei cazzuti figli di puttana non morti, quelli tenebrosi e tormentati da chissà quale fottuto problema esistenziale legato all'immortalità.» si scola un bicchierino di vodka: «Oggi ci sono solo fighette in giacca e cravatta che si atteggiano a divi di Hollywood, quelli che se ne escono con le solite stronzate sul preservare la propria umanità e non bere sangue umano.» scuote il capo: «Andassero a fanculo...»

A proposito delle armi da fuoco:

«Probabile che siano stati i fumetti, o anche la televisione, fatto sta che sono sempre stato un convinto sostenitore delle armi da fuoco. 
Al diavolo quei luoghi comuni sul dannato ammaliatore! Al diavolo le stronzate sull'agire nell'ombra e tagliare gole cogli artigli! 
Un proiettile di grosso calibro nelle cervella e via, cranio scoperchiato e tanti saluti all'immortalità!»

A proposito dei famigli umani:

«Di umani pronti a vendersi al ricco vampiro figlio di puttana di turno ce ne sono sempre stati, e oggi addirittura più che in passato. 
Mercenari, sicari, killer a contratto o semplici psicopatici: una ventiquattrore piena di contati, o la promessa dell'immortalità, è sono pronti a darti anche il culo, se glielo chiedi con gentilezza.»

A proposito degli adolescenti:

«Ci ho rinunciato da un pezzo a cacciare nei licei.» dice Nik: «Primo perchè sono un cazzo di vampiro che vive solo di notte, e i corsi serali sono una noia mortale.» conta sulle dita: «Secondo perchè somiglio esattamente a un diciassettenne, ma non a uno di quelli di oggi! I ragazzini umani del Ventunesimo Secolo sembrano dei fottuti ventenni! Sono come quegli attori da copertina di trent'anni che interpretano dei "normali" sedicenni in TV! Capisci che intendo? Non riuscirei mai a passare per uno di quei fighetti dai pettorali scolpiti e i capelli sempre in ordine!»


Allora? Che ne pensate del vampiro Nik? Non ne avete avuto ancora abbastanza? 
Passate allora a leggere la sua esclusiva, e del tutto casuale (nonchè surreale), intervista radiofonica qui!
Se poi volete sostenere il più irriverente non-morto del ventunesimo secolo, non dovete fare altro che passare di qui!


Ah, e ricordatevi di fare una capatina sulla pagina facebook delle Memorie Oscure!

Buona vita, umani! ;-)

venerdì 15 maggio 2015

Intervista col vampiro... Nik!

Il seguente spazio vi è offerto da: K-Billy Super Sound, la stazione radiofonica numero uno di Los Angeles, dove gli anni ’80 vivono ancora!



K-Billy Super Sound: Sono le 23.57 e avete appena ascoltato Call Me, degli stellari Blondie.

Adesso spazio alla vostra voce, fanatici nottambuli degli anni ’80!
Una telefonata. Quattro minuti. Voi parlate e io sto a sentire.
Cominciamo.

Nik: Ehilà, amico. Mi chiamo Nik. Complimenti per la stazione: è una vera bomba!

KBSS: Grazie, bello, e benvenuto al K-Billy Super Sound Show. Da dove ci chiami?

Nik: Da New York. Sono appena arrivato in città.

KBSS: La Grande Mela. Come vanno le cose lì?

Nik: C’è un traffico del cazzo e… Scusa, posso dire “cazzo” alla radio?

KBSS: Puoi dire quello che ti pare, Nik: la fascia protetta e finita da un pezzo, e anche se così non fosse, chissenefrega!

Nik: Ah meno male. Dicevo, c’è un traffico del cazzo che non ti lascia scampo. Sono bloccato qui, sulla… sulla Tredicesima, piò o meno, da almeno dieci minuti. Mi sta venendo una fame del diavolo e ho dimenticato di portarmi le sacche di plasma per uno spuntino al volo.
Se le cose non si sbloccano, tra poco comincerò a dissanguare umani a caso, e credimi, per uno dallo stomaco delicato come il mio sarebbe un vero schifo.  

KBSS: Sacche di plasma e umani dissanguati, wow! Si tratta di questo?

Nik: “Di questo” cosa?

KBSS: Sei uno di quelli sul tipo dark-emo?

Nik: In realtà sono un vampiro, ma…

KBSS: Un vampiro con la fissa per gli anni ‘80, fantastico!

Nik: Che cazzo ci trovi di divertente? Ti faccio ridere?

KBSS: Ehi calma, bello, si scherza soltanto.

Nik: Come fai a scherzare su una cosa del genere? È come se io cominciassi a prenderti per il culo perché sei un umano. Questa è discriminazione bella e buona! Soltanto perché sono morto non significa che posso mandare giù merda come niente! Ho i miei sentimenti, io!

KBSS: Allora è di questo che vuoi parlare, Nik?

Nik: Veramente io…

KBSS: Di creature della notte?

Nik: No, io…

KBSS: Di vampiri e sovrannaturale e magari di oscuri complotti ai danni dell’Umanità?

Nik: E va bene! Va bene, cazzo, parliamo di questo!

KBSS: Parliamo del fatto che saresti un vampiro. Quanti secoli sono che vivi tra noi?

Nik: Sono del ’69, ok? E sono stato trasformato a diciasett… ehmm, vent’anni circa.

KBSS: Quindi sei come quel tizio dei film? Quello che brilla alla luce del sole. È così?

Nik: Senti, amico, mettiamo in chiaro una cosa: i vampiri veri crepano alla luce del sole. I vampiri veri non bevono il sangue delle povere bestie. E soprattutto i vampiri veri non aspettano il sequel per scoparsi una ragazzina arrapata! Porca troia, quando sono andato al cinema mi aspettavo quasi un porno a tema scolastico, e invece mi ritrovo a guardare un… un documentario educativo, uno sul genere “Dieci semplici mosse per trasformare un cazzuto dannato in un fesso patentato”.

KBSS: Per “dannato” intendi “vampiro”?

Nik: Certo che sì!

KBSS: E non credi che i vampiri debbano mantenere le distanze con gli esseri umani?

Nik: Per niente!

KBSS: E quella roba sull’agire nell’ombra e non farsi scoprire?

Nik: Ma dai, sono tutte puttanate. Dimmi un po’, se avessi la super forza, la super velocità, la quasi immortalità più altri poteri, tu cosa faresti? Te ne staresti chiuso in un cimitero, o dentro una bara o quello che cazzo è a menarti l’uccello, o te ne andresti in giro a fare casino?
E poi piantiamola con questo luogo comune del Ventunesimo Secolo brutto e cattivo col suo Grande Fratello che vigila su tutto e tutti: potrei venire lì, aprirti in due in diretta radio e succhiarti fino al midollo e comunque nessuno crederebbe alla storia del vampiro. Mi etichetterebbero al massimo come pazzo psicopatico, e mi beccherei pure l’infermità mentale al processo!
Anzi, lo sai che ti dico?

KBSS: No, Nik. Che mi dici?

Nik: Ti dico che potrei salire su quella cazzo di Statua della Libertà, ok? Aspettare l’alba e farmi riprendere in mondo visione mentre le mie chiappe vanno e fuoco. E sai cose succederebbe? Niente! Un cazzo di niente: ecco cosa! Parlerebbero tutti di combustione spontanea, puttanate scientifiche o chessò io! È così che funziona oggi.

KBSS: Ti riferisci all’incapacità umana di accettare e giustificare ciò che non può essere spiegato oppure a qualche improbabile cospirazione governativa che tiene a bada i media?

Nik: Tu che ne pensi?

KBSS: Non lo so, Nik. Questo è il tuo spazio. È la tua voce che conta, almeno per i prossimi due minuti.        

Nik: Allora rispondo io: un po’ e un po’. La gente ormai è disillusa. Viviamo in un mondo fatto di guerre, terrorismo, crisi economiche e merdate che puoi vedere coi tuoi occhi, che puoi toccare con mano. Il tempo della caccia al mostro è passato da un pezzo. Non frega più a nessuno, e per quei pochi a cui fregherebbe ecco che entrano in campo corporazioni, multinazionali oppure organi governativi che mettono tutte a tacere minimizzando.
Dagli inizi degli anni ’90 saranno comparsi davanti alle telecamere almeno una dozzina di vampiri, eppure eccoci qui, a parlare di miti e leggende.

KBSS: E tu, Nik? Sei mai comparso davanti a una telecamera?

Nik: Sicuro! Sparatorie ed esplosioni finiscono spesso sui notiziari delle reti na…

KBSS: Frena un attimo… Sparatorie? Vuoi dire che usi armi da fuoco?

Nik: Certo che le uso. Le mie preferite sono le semiautomatiche.

KBSS: E tutte quelle storie sugli sgozzamenti, gli artigli e i canini che fine hanno fatto?

Nik: Beh questo è un discorso un po’ complesso, e sarebbe lungo da spiegare in…

KBSS: Poco più di un minuto.

Nik: Appunto. Diciamo solo che molto dipende dall’età del vampiro.
Io sono un figlio del ventesimo secolo. Sono cresciuto a Brooklyn, e andavo quasi tutte le settimane al cinema a vedere Hollywood che faceva saltare per aria persone e cose. Mi hanno tirato su a latte e pallottole.
Stallone, Schwarzenegger, Gibson, Russel… capisci che intendo? Fossi nato un secolo fa, o due, probabilmente adesso non staremmo nemmeno facendo questa conversazione. Ma ehi, lo sai che ti dico?

KBSS: Che mi dici?

Nik: Ti dico che quelle vecchie mummie che si atteggiano a damerini non sanno che si sono perse. Vivono ancora nel passato, ok? E quasi mi dispiace per loro che non siano riusciti ad apprezzare, a vivere il livello di epicità degli anni ’80.

KBSS: Amen, fratello. Amen da parte mia e di tutti i nostri ascoltatori.
Siamo in chiusura. Vuoi aggiungere qualcos’altro?

Nik: Niente, mi ha fatto piacere parlare con te. Sei un tipo apposto, uno di larghe vedute. E… Ah, si comincia finalmente a ricamminare, intendo qui a New York.

KBSS: Tutto bene quel che finisce bene!

Nik: Posso chiederti un ultimo favore?

KBSS: Puoi farlo in otto, sette, sei secondi ancora.

Nik: Per il prossimo pezzo, metti su qualcosa che dia la carica, ok? Sto andando ad ammazzare della gente, parecchia gente, e non mi diventa duro se…

KBSS: Tempo scaduto, bello. Ma se vuoi della musica, hai fatto centro.
Siamo a due minuti dopo la mezzanotte, e questa è I Was Made For Lovin’, dei Kiss, per il nostro amico: il vampiro Nik.

State ascoltando K-Billy Super Sound, la stazione radiofonica numero uno di Los Angeles, dove gli anni ’80 vivono ancora!



***

Vuoi saperne di più sul vampiro Nik? Esplora in tutta libertà gli altri articoli del blog e i due link sottostanti! E buon divertimento!

Scheda Amazon a "Una notte di ordinaria follia": qui!
Scheda generale dell'editore a "Una notte di ordinaria follia": qui!


mercoledì 13 maggio 2015

Una Notte di Ordinaria Follia: l'estratto a base di sangue e pallottole!

Volete un assaggio di follia? Bene, ecco a  voi i primi due capitoli completi tratti dalla mia nuova opera!
Addentratevi in questo pazzo racconto metropolitano a tinte sovrannaturali, e godetevi la lettura!



1.

Sento in bocca la nota del metallo: è calda e densa.
Mi chiedo da quand’è che il sangue, il mio almeno, ha un sapore così buono.
Rimango ad assaporarlo per un po’, in silenzio, distesa a terra, cieca e sorda a ogni altra cosa, a tutto meno che a quel gustoso rivolo rossastro che mi percorre il palato. Lo succhio con avidità. Niente mi sembra al momento più importante, o attraente.
Non so più nulla: il mio nome, il mio lavoro, la mia città, il mio appartamento, la mia stessa famiglia.
C’è una vocina nella mia testa che dice semplicemente “fanculo”.
Mi piace: è una bella parola, una di quelle sottovalutate, una di quelle che si usano spesso nella vita di tutti i giorni con troppa leggerezza.
Fanculo.
L’adoro.
Sono euforica, eccitata. Credo di essermi bagnata.
Il primo pensiero coerente che mi suggerisce il cervello è che devo essermi fatta della roba veramente buona. Ne rido, forse, ma la mia allegria non dura molto. Mi ricordo improvvisamente che non mi faccio di niente, che nemmeno bevo prima di lavorare.
Dovrebbe essere una constatazione consolante, la mia, una di quelle prese di coscienza da persona adulta e responsabile, tuttavia mi riempie solo di terrore, di una paura fottuta.
L’adorabile vocina fanculizzatrice si estingue di botto.
Comincio a ricordare i punti salienti della mia vita, gli stessi che appena cinque secondi fa avevo rimosso con insana allegria.
Avrei voglia d’imprecare, ma non lo faccio. Lui pensa che sono ancora priva di sensi. Riesco a sentire l’odore penetrante della sua acqua di colonia proprio sopra di me.
Che situazione del cazzo! L’unica cosa positiva è il sapore del sangue che ho in bocca: accidenti se è buono! Magari non è nemmeno sangue. Infondo perché dovrebbe esserlo?
Devo aver preso una brutta botta in testa.
Lei è ancora nel palmo della mia mano, ed è carica. Non so perché il coglione non me l’abbia tolta, ma voglio assicurarmi che sia il suo ultimo errore.
È arrivato il momento.
Il mio cervello elabora azione dopo azione con una freddezza e un’efficienza che mi mettono in soggezione. Insomma, sono brava, ma non così brava. Mi stupisco di me stessa nello spalancare di scatto le palpebre, stringere la pistola, puntare la canna e fare fuoco.
Non provo più alcuna sonnolenza, stanchezza o incertezza. Al contrario avverto sui polpastrelli, lungo tutti i nervi, la vibrante deflagrazione dei 9 millimetri, il rumore soffocato dei colpi a segno, il movimento secco del carrello, il sibilo cristallino dell’aria che si fende.
I miei occhi sembrano diversi, migliori nello scovare la giusta angolazione di tiro.
Le mie dita si muovono da sole, governate da puro istinto omicida.
Vorrei poter dire che non è nulla di straordinario, che sono al mio solito, che è il mio standard. Ma la verità… la verità è che piazzo tre proiettili in corpo al bastardo, due al cuore e uno allo sterno, senza nemmeno prendere la mira.
È incredibile.
Sto per fargli saltare le cervella quando una seconda sorpresa mi fa esitare.
«Oh cazzo!» esclama il tipo sforacchiato.
«Merda.» rispondo io indietreggiando, rimanendo a terra, strisciando.
Se non lo vedessi da me non ci crederei mai: i bossoli si fanno strada nella sua carne, verso l’esterno. Dai fori bruciacchiati, in parte cauterizzati dalla polvere da sparo, si affacciano lentamente le cartucce.
Lo stronzo arriccia il naso lamentandosi come una donna incinta, dando voce a una specie di esausto orgasmo a ogni nuova espulsione di corpo estraneo.
Definirmi esterrefatta sarebbe l’eufemismo del secolo.
Non riesco a capire cosa stia succedendo, o come stia succedendo, ma non posso impedirmi di continuare a guardare, di scuotere la testa.
La mia razionalità da moderno essere umano reclama sommessamente vendetta.
Non appena il terzo bossolo unto di rosso ricade a terra tintinnando in mezzo agli altri due, scorgo con inaspettata chiarezza la carne del tizio richiudersi come se niente fosse. Quasi mi aspetto un puff! con una nuvoletta bianca, stile trucco magico, o cartone animato.
La prima cosa che mi viene da dire dopo incalcolabili istanti di silenzio è: «Cazzo!»
Il mostro, o l’alieno, o qualunque cosa sia il miracolato figlio di puttana davanti a me, replica a tono: «Merda!»
Uno scambio di battute non particolarmente originale ma curiosamente affiatato.
In mia difesa posso dire di essermi appena svegliata. O forse no?




2.

«Porca troia, guarda che casino!» bestemmia il tizio: «L’hai rovinata! Rovinata!» ripete: «Duemila dollari di giacca…» sospira sospeso tra un ammirevole autocontrollo e uno sciocco sbigottimento: «Ma perché? Perché mi hai sparato?»
Non so se questa possa essere catalogata nella folta schiera delle “domande stupide”, ma per me lo è, quindi non rispondo. Non ne ho fisicamente la volontà: per un qualche motivo mi sento seccata, come se un poliziotto mi avesse appena ammanettato leggendomi i miei diritti, concludendo con l’irritante “tutto quello che dirai verrà usato contro di te in tribunale”.
Tento di rimettermi in piedi riuscendoci sorprendentemente in fretta, sfruttando la distrazione del mancato cadavere che cerca di ripulirsi del suo sangue con un fazzolettino umidificato per osservarlo più da vicino.
Sembra un ragazzino: gli do vent’anni, ma non mi sorprenderei se fosse un diciassettenne che va ancora al liceo. Indossa una t-shirt da turista con la Statua della Libertà. A causa delle pallottole è chiazzata di rosso, forata come la giacca scura a vita alta dal taglio elegante.
Sotto i jeans scambiati, e l’ingombrante fibbia della cintura, fanno capolino un paio di scarpe Converse della serie All Stars. Roba di classe, sospetto, almeno secondo lui.
Possiede una glabra carnagione biancastra priva di imperfezioni. Ha un che di cadaverico ma mi rendo conto che s’intona perfettamente alla capigliatura corvina: un comune taglio mosso con qualche ciuffo ribelle più lungo e fuoriposto dell’altro.
Proprio un bel tipo, uno di quelli dall’espressione spigliata e lo sguardo furbetto.
I suoi occhi poi sono davvero notevoli. Cangianti. Sì, diversi a seconda della luce. Mai visto nulla del genere. Potrebbe avere delle lenti colorate. 
«Ti piacciono i classici, eh?» mi fa improvvisamente mettendosi a sedere sulla panchina alle sue spalle, visibilmente meno agitato.
Dopo stranianti attimi di confusione seguo l’inclinazione della sua testa che punta alla mia arma.
«Una Beretta 92FS. Che opera d’arte.» continua: «Sai che è la pistola preferita di John Woo?»
«Di chi?»
«Di John Woo.» risponde con tanta naturalezza da farmi sentire ignorante: «Il regista, quello di Hard Boiled? Hai presente?» ride: «Non dirmi che non hai mai visto The Killer? È tipo il film d’azione più bello di tutti i tempi.»
Davanti alla mia perplessità, e fastidio, si mette a ridere ancora più forte: «E che mi dici di A Better Tomorrow? Quello è una vera bomba. Molti sostengono che i due sequel siano…»
«Sta zitto!» esclamo in preda all’isteria: «Si può sapere chi… che cosa diavolo sei?» gli punto nuovamente la canna contro.
«Eh no! Basta spararmi addosso! Non mi sono portato il cambio.» salta in piedi come una molla.
So bene cosa sta per fare, i movimenti non mentono, eppure, nonostante la scena, l’istinto mi suggerisce che se pure gli piazzassi un altro proiettile in corpo lo farei solo incazzare di più.
«Vuoi giocare a fare la difficile, e allora giochiamo!» esclama estraendo da dietro la cintura due cannoni cromati calibro 45.
AMT Hardballer Longslide: un classico degli anni ’80.
Noto che sono state discretamente modificate, a partire dalle cromature fino al caricatore da nove più capiente, passando per lo scivolo a cilindro semitrasparente dal quale si riconosce nitidamente il proiettile a punta cava già in canna.
«Siamo partiti col piede sbagliato, è vero, ma ehi: non sono stato mica io a cominciare!» fa notare maneggiando la coppia di armi con innegabile abilità. Le tiene dritte, chiuse saldamente in pugno senza accennare al benchè minimo tremito del polso.
Quegli affari pesano un inferno, eppure in quel momento sembrano delle sei colpi nelle mani di Clint Eastwood.
È più forte di quel che sembra, non ci sono dubbi.        
«Mettile giù.» gli intimo con poca convinzione.
«Prima tu.»
«No, tu.»
«No, tu!»
Dio, mi sembra di essere alle elementari, e la cosa peggiore è che lui sembra divertirsi un mondo.
«Ok, facciamo così: al tre le mettiamo via insieme.» suggerisce.
«Va bene, al tre.»
«Uno… due… tre!»
Come avevo temuto, solo l’idiota abbassa le pistole. È evidente che non mi considera affatto una minaccia.
Faccio del mio meglio per dimostrargli il contrario.
Gli sparo alla coscia, e poi alla spalla.
«Ma porca puttana!» urla incredulo: «Si può sapere che cazzo di problema hai?» manda un ringhio animalesco da gelare il sangue: «Sei impazzita?!»
«Impazzita io?! Quindi il problema sarei io?»
«Certo che sei tu il problema! E sai perché? Perché stavo tentando di fare conversazione, di farti sentire al sicuro, di instaurare un rapporto di fiducia e amicizia.
IO non sparo alle ragazze. IO non ti ferisco per il semplice gusto di vederti coi vestiti bucati, e credimi ne avrei una gran voglia.» mi squadra con interesse dall’alto in basso: «Ma soprattutto, IO… io… Ecco, ho dimenticato il resto: le tue tette mi hanno distratto. Fai conto che abbia concluso con una frase a effetto.»
Sento che la mia soglia di pazienza e sopportazione è arrivata a livelli critici.
Con una velocità e una determinazione che non sapevo di possedere mi scaglio contro di lui. Lo afferro per la gola con la mano libera, spingendogli con l’altra la Beretta dentro la bocca, su per il palato molle. Armo il cane.
«Adesso voglio delle risposte. E le voglio chiare.» applico più pressione sull’acciaio costringendolo a mettersi in punta di piedi: «E se non mi piaceranno vedremo quanto tempo impiega il tuo cervello spappolato a risanarsi.»
Potrei semplicemente ammazzarlo e chiudere qui la storia, andarmene a casa per i fatti miei e dimenticare la follia a cui ho assistito. Però sento ancora la frenesia scorrere dentro di me, quella strana eccitazione elettrica che mi fa sentire in iperattività. È inebriante e assolutamente senza senso.
Ho bisogno di capire, di comprendere… qualunque cosa mi sia successa mentre ero svenuta.
«Chi sei e che cosa vuoi da me?»
«Shonuo Nghiik e guhaalcuhno ti hgha ssoldhato per fhermi fguori…»
In effetti mettergli una pistola in bocca proprio adesso non è stata una delle mie idee più brillanti.
La cosa ridicola è che questo tizio continua a biascicare parole prive di significato. Lo trovo irritante, tanto più che non sembra intimorito come invece dovrebbe esserlo.
In verità è piuttosto calmo. Lo odio.
Sono sul punto di lasciargli la bocca libera quando improvvisamente sgrana gli occhi, mi afferra per le spalle e ci scambiamo di posto. Mugugna freneticamente agitando le mani, annuendo verso qualcuno o qualcosa.
Mi si rizzano i capelli sulla testa. Indietreggio lentamente afferrando la pistola a due mani, puntando la canna luccicante di saliva dall’una all’altra testa.
Come diavolo ho fatto a non accorgermene? Come?
«Tranquilla.» dice il non più ostaggio: «Non è come sembra.»
Proprio di fianco alla panchina, appoggiato nel buio al lampione spento, una figura massiccia emerge svogliatamente.
Ne ho visti tanti come lui, più spesso di quanto una ragazza dovrebbe.
Minaccioso, fisico imponente, mascella squadrata e zigomi scarni. Quarant’anni di esperienza e sottili cicatrici. Occhi che ti penetrano lo stomaco anche se nascosti dietro pesanti occhiali da sole.
Non è il suo ordinato completo di giacca e cravatta a mettermi in allarme, e nemmeno il fucile a canne mozze dal manico in noce che regge sottobraccio. No, a impressionarmi sono le punte dei suoi tatuaggi che intravedo appena dal colletto inamidato della camicia, dai polsini larghi, sulle nocche di entrambe le mani.
Quello non è un uomo qualunque. È un russo, e non sta dalla parte dei poliziotti.
Maledizione, in che razza di guaio mi sono andata a cacciare?



3.

«È tutto ok. Davvero.» cerca di tranquillizzarmi il bastardello: «So che hai la testa un po’ incasinata, ma sei tra amici.»
«Io non ho amici.»
«Invece adesso ce li hai!» esclama spalancando le braccia: «Sorpresa!»
Il pitbull dell’Organizacija non sembra condividere il suo stesso entusiasmo. È una statua di cemento, immobile, inespressivo. Lo scambierei per un pannello pubblicitario in 3D se non vedessi il suo petto gonfiarsi e sgonfiarsi nell’atto di respirare. Riesco quasi a sentire il pigro battito del suo cuore: tranquillo, regolare, preciso come un metronomo.
«Non volete uccidermi, questo è chiaro.» dico senza abbassare l’arma: «Se aveste voluto l’avreste già fatto.»


[...]



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martedì 12 maggio 2015

Una Notte di Ordinaria Follia: intervista a cura di FeedBooks.

Ecco, amici, la prima intervista sui contenuti del mio nuovo lavoro, tra vampiri, curiosità personali e tante fonti d'ispirazione!
Buona lettura!


Vampiri: nonostante i clichés e le frequenti apparizioni nel cinema e nella letteratura degli ultimi anni, i protagonisti del suo racconto sono ancora loro, le creature succhiasangue che da tempo immemorabile infestano i nostri incubi. Come, e perché, i vampiri continuano ad essere i personaggi privilegiati nel mondo dell’horror e del fantastico ?

Questa è una domanda molto più complessa di quella che potrebbe apparire, per cui cercherò di essere il più possibile sintetico.
Lasciando un momento da parte la moda, o le questioni meramente commerciali, la figura del vampiro è sempre stata, in ambito letterario, l’incarnazione dell’Uomo, o meglio, di un particolare aspetto dell’Uomo. Qualcuno potrebbe dire che si tratta del romanticismo, o della melanconia, dati anche gli esempi degli ultimi anni in questo particolare panorama, ma in realtà parliamo di emozioni ben più basse come la superbia, l’ira e l’ambizione smodata. Probabilmente anche la lussuria, ma in ambiti ben precisi.
Il vampiro è una creatura libera, veramente libera. Libera dalle convenzioni sociali, libera dalle catene della moralità, della vecchiaia e certamente da quelle della legge terrena, la cosiddetta “giustizia”.
Quale altro essere di fantasia può vantare un simile fascino? Uno che si sazia di sangue (letteralmente la vita di un essere umano), che prospera nell’oscurità, che può realmente assistere al corso dei secoli e fissare il mondo dall’alto al basso.
Parliamo di un mostro, perché un’entità di questa portata, che sfugge alle regole della nostra società, sarà sempre vista come tale. E lo vediamo, a scapito degli anni, protagonista centrale del genere horror perché nonostante la sua evoluzione, l’Umanità continua a conservare alcuni dei suoi “attraenti vizi”, fantasie inconfessabili che non possono essere esternate liberamente.
Il vampiro, al contrario, può tutto. Che sia mostruoso o meravigliosamente bello; che sia aristocratico o vagabondo; egli è in grado di imporre la propria volontà. E tutto ciò al prezzo piuttosto esiguo, dato in contesto, della propria umanità.

Una notte di ordinaria follia, nonostante la sua forma breve, è un baule di riferimenti cinematografici con il ritmo veloce di un videogame: come ha inserito all’interno della storia la sua cultura?

L’idea alla base di questa mia nuova opera è stata proprio il voler tendere la mano verso il mondo cinematografico, conferendole un ritmo incalzante, esagerato, quasi da videoclip, da videogame arcade. E dentro questa confezione un po’ nostalgica, forse anacronistica, ecco la figura del vampiro Nik.
Paradossalmente è proprio lui, l’irriverente vampiro Nik, a farsi carico dell’aspetto culturale, a sottolineare costantemente, senza mezzi termini, l’assurdità, la follia di quanto accade pagina dopo pagina.
Battutacce da B-movie,
fiumi di proiettili, linguaggio scurrile e quel sovrannaturale spiccio, senza tanti fronzoli, fatto di splatter e improbabili complotti ai danni dell’Umanità: un modo come un altro per rappresentare, degnamente o meno, questo nostro ventunesimo secolo che da un lato guarda al passato e dall’altro mira alla formula “bigger and better”.

La sua opera precedente, Le memorie oscure – Rondò, trae ispirazione dai grandi classici della letteratura gotica del XIX secolo. Cosa l’ha spinta a scegliere New York, l’ambientazione metropolitana per eccellenza, come sfondo di questa vicenda ?

Le memorie oscure – Rondò è un romanzo gotico a tutti gli effetti: cornice elegante, ambientazione ottocentesca e linguaggio forbito.
Una notte di ordinaria follia, al contrario, è un pulp, una sporca storia metropolitana a base di sangue e pallottole. Ed è oggi che prende luogo, nel ventunesimo secolo.
Gli Stati Uniti rappresentano ciò che l’Europa era per l’Ottocento. New York è forse la città moderna più famosa al mondo, teatro degli stereotipi, televisivi e non solo, più amati.
Non si può, credo, creare una storia come la mia e non passare per la Grande Mela.


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domenica 3 maggio 2015

Il Maggio degli Ebook!




È con immenso piacere che annuncio l’adesione delle Memorie Oscure al grande evento Il Maggio degli Ebook, un’iniziativa che in pochissimo tempo è stata accolta con entusiasmo e partecipazione senza pari!

Ma di cosa sto parlando, e soprattutto, a che scopo?
Il Maggio degli Ebook è in realtà un enorme Blog Tour, una gita virtuale che vi condurrà a conoscere alcuni dei più promettenti scrittori ed editori emergenti.
È un gioco, una vivace giostra fatta di collaborazione e condivisione tra blogger, autori e voi stessi lettori. E tratta di ebook, perché gli ebook non sono libri di serie B, ma opere non meno straripanti di passione, impegno e sogni di un qualsiasi cartaceo. E in questo periodo di crisi editoriale, di prezzi che lievitano, il costo molto spesso irrisorio di un ebook può illuminare la giornata e far riscoprire il piacere della buona lettura.  
Quindi, cari amici, mettete per un attimo da parte le vostre eventuali riserve su questo formato e venite a lustrarvi gli occhi!


Il numero di partecipanti è da capogiro, ve lo assicuro, e in questo stesso momento, su altre decine e decine di blog, pagine web e social network, altri giovani autori come me stanno dando il via a Il Maggio degli Ebook: chissà che tra le loro segnalazioni non troviate anche me assieme a Una notte di ordinaria follia!   

Gli Ebook che presento:


Numero 1

Titolo: Kairòs
Autore: Luca Fadda
Editore: Ciesse Edizioni
Genere: sci-fi, ma molto leggera.
Lunghezza: 290.000 battute circa.
Prezzo: € 3,00 sullo store dell’editore, € 4,49 altrove.
Link su Amazon: qui
Pagina di presentazione del libro: qui 

Sinossi: Lauro Palmas, biologo molecolare, intraprende un viaggio attraverso il tempo conservato nel fluido da lui stesso creato manipolando cellule staminali adulte. Nei suoi piani il sogno di sconfiggere il tempo, scomparendo per trent’anni per ricomparire senza essere invecchiato di un solo secondo. I risultati andranno oltre le aspettative, valicando i confini della scienza e sconfinando nella filosofica visione dell’attimo di Dio, il kairòs appunto, il momento opportuno da cui tutto può nascere.

Breve biografia autore: Luca Fadda, nato a La Maddalena, autore di La prigione delle paure (2012) e Bentesoi (2013) per Nulla Die, Il Nulla (2013) per Amazon KDP, Dodicidio (con forum FIAE, 2013) per La Gru, Bisestimorgiarete (seriale, dal 2015) per Narcissus.


Numero 2

Titolo: Sky Stoker
Autore: Sara Stuani
Editore: Autopubblicato
Genere: Urban Fantasy
Prezzo: 1.00€
Link su Amazon: qui
Pagina di presentazione del libro: qui

Sinossi: In un mondo dove persino il sole è un nemico mortale e dove la notte regna sovrana, un efferato omicidio squarcia il cuore della notte. Sky Stoker è un agente speciale dell' Area Protetta ed è chiamata a indagare sul delitto. Al suo fianco avrà proprio uno di quei mostri che lei odia tanto. In una lunga notte dove tutto può succedere, Sky si scontrerà con lycan infuriati, stregoni pittoreschi, affascinanti vampiri e soprattutto con il potere che vive dentro di lei. Dovrò decidere se superare la sua diffidenza, giustificata dal suo tremendo passato, verso i sub umani o corazzarsi contro quel mondo fatto di creature da cacciare e uccidere, senza alcuna distinzione.
"Il cuore della notte" è il primo racconto di una nuova serie.


Numero 3

Titolo: Valerie Sweets – Parte II: I supereroi non esistono
Autore: Manuel Marchetti
Prezzo: €1.99
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Ritorna la “sbirra buona” col vizio della bottiglia e quello di cacciarsi nei guai… questa volta veramente grossi!
Genere: Urban Fantasy, Thriller
Pagine: 180
Link: qui

Sinossi: Valerie Sweets credeva che fosse finita. Credeva che impedire l’invasione del proprio pianeta da parte di una creatura demoniaca fosse abbastanza, che tutto quello che aveva passato sarebbe, forse, stato dimenticato. A fatica, ma ci sarebbe riuscita, aiutata ovviamente da grandi dosi di whiskey. Di quanto si sbagliava, però, non poteva immaginarlo. Perché mettere i bastoni fra le ruote ad un demone potente e pericoloso non è salutare, specialmente quando lo stesso decide di trascinarla nel suo mondo per presentarle il conto da pagare… Se non vi sono bastate le pallottole e le imprecazioni della prima parte “La gente mi chiede perché bevo”, con “I supereroi non esistono” troverete pane per i vostri denti! Ci saranno combattimenti all’ultimo sangue, fughe disperate, poteri sovrannaturali e tutte le assurdità di un mondo nuovo, accompagnati dalla giusta dose di ironia, sarcasmo e… whiskey. Che ci volete fare, Valerie Sweets è fatta così!

Biografia autore: Manuel Marchetti, classe 1986, ha sempre avuto un solo obiettivo: far arrivare le sue creazioni a più gente possibile. È la sua linfa vitale ed è ciò che lo spinge ad andare avanti. 
E questo obiettivo ha iniziato a mostrarsi già in tenera età, quando alle elementari, mentre gli altri bambini giocavano a nascondino, raccontava fiabe inventate da lui ad un pubblico di pochi intimi; la sua fame non si è fermata, alimentandola alle medie riempiendo quattro quaderni di fumetti, con una nutrita schiera di fan che ogni giorno erano ansiosi di sapere se aveva disegnato una sola vignetta, "costringendolo" spesso, per questo motivo, a proseguire durante le lezioni. Alle superiori è passato ad un livello superiore, iniziando a scrivere racconti brevi, prima di 16 pagine, poi di 32 e poi di 64 (neanche fossero dei banchi di RAM), fino ad intraprendere la tortuosa via del romanzo, via che non ha ancora abbandonato e che non ha intenzione di abbandonare, perché la sua fame è ancora viva e sarà difficile placarla… 


Per scoprire tutti gli oltre 130 ebook di autori emergenti presentati eccovi il link per il calendario e l'evento Facebook!

Calendario e presentazioni: qui 
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Cercate l'hashtag #ilmaggiodegliebook su Facebook, Twitter e tutti gli altri social network!


Qui giungiamo al termine del nostro breve tour: spero sia stato piacevole e che vi abbia almeno un pochino incuriositi.

Adesso è il vostro turno: che ne pensate di questa singolare iniziativa culturale?
Ditemi la vostra!