venerdì 27 giugno 2014

"Il caso Suarez, Ischia e i vampiri": articolo di critica semiseria a cura di Ciro Cenatiempo.

Con grandissimo piacere vi propongo un simpaticissimo articolo sul mio lavoro a cura del caro amico Ciro Cenatiempo, giornalista di lunga esperienza e autore di saggistica.
Buona lettura e buon divertimento!



Da Ischia a Napoli, al Brasile. È il momento dei vampiri!
Alessio Filisdeo, un “gotico” per l’estate
«Le memorie oscure - Rondò», il romanzo del giovane scrittore ischitano conquista
i lettori italiani. Ambientato nell’Ottocento, mostra una ricostruzione dei tempi
e dei luoghi affascinante, in un contesto di storie misteriose che lasciano
con il fiato sospeso e ricordano i maestri del genere, dal grande Edgar Allan Poe
al maestro Bram Stoker. E fioccano i riconoscimenti sul Web, proprio nel momento in cui si verificano due fatti clamorosi di cronaca: la tomba di Dracula scoperta
a Napoli, e il “morso” di Suarez ai Mondiali di calcio. Una coincidenza?


ISCHIA. Dalla scoperta della tomba di Dracula, nel chiostro di Santa Maria La Nova, a Napoli; al caso clamoroso del centravanti della nazionale di calcio dell’Uruguay, Luis Alberto Suarez, punito pesantemente dopo aver «azzannato» - ancora una volta cercando il sangue - un avversario durante una fase di gioco (il nostro Chiellini). Sono due vicende attualissime che hanno fatto riesplodere nell’immaginario collettivo la figura ancestrale di chi «morde» il prossimo per un istinto, a quanto pare, davvero insopprimibile: il vampiro. Due fatti che si legano, per una straordinaria coincidenza, all’eccellente lavoro di un giovane scrittore ischitano, Alessio Filisdeo (è nato nel 1989), che sta conquistando i lettori con le sue storie gotiche e, appunto, vampiresche dallo stile unico e originale. Dopo aver ottenuto ottimi riscontri col romanzo  «Le memorie oscure. Rondò» (Albatros editore), del quale è stato detto che «è un gotico ad ambientazione ottocentesca, fortemente influenzato dai capisaldi della letteratura di genere come Bram Stoker, Edgar Allan Poe, Joseph Sheridan Le Fanu e la più moderna Anne Rice» grazie ai fantastici protagonisti, un cavaliere Templare, la musica di Wagner e la bellezza di Helena; è con la recente conquista del terzo Premio al Concorso Letterario nazionale, che Filisdeo sta dimostrando tutto il suo valore. E Alessio continua a scrivere – lo fa da quando aveva sedici anni – senza soste. Il suo secondo libro, di quella che si presenta come una vera e propria saga, dal titolo «Overture», non è stato ancora pubblicato, ma già dalle prime pagine uscite sul Web, in concomitanza con la partecipazione al torneo letterario Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, la risposta degli amanti del genere è a dir poco entusiastica. Ecco una sintesi dei giudizi. «[…] Lo stile è veramente ricco, di una ricchezza greve e traboccante: avvolge con una sensazione di teschi smaltati d’oro, marmi massicci soffocati dall’incenso, di gigli esausti e troppo profumati.
L’andamento ricorda quello dei poemi epici o delle ballate medievali, a metà tra la flessuosità lirica della lingua e l’immediatezza della storia in prosa». Per gli amanti del genere potrebbe diventare un must, scrive un altro appassionato, mentre una donna sottolinea quanto il plot narrativo risulti come «avvincente». E c’è chi sostiene con forza: «Finalmente dei vampiri seri che non possono stare alla luce del sole e che hanno sete di sangue umano. Dei vampiri che definirei “come si deve”. La storia, pur inserendosi per molti versi nel filone classico della letteratura gotica, ha i suoi tratti d’originalità nello stile e nelle modalità di racconto. La sintassi è curatissima, così come il lessico». E c’è chi, poi, ha «apprezzato la strana commistione tra sacro e profano, dunque tra Dio cristiano da una parte e creatura immortale e infernale, quale il Vampiro, dall’altra… e nasconde un senso di peccato tra le righe che descrivono il primo protagonista presentato, ossia il nobile cavaliere francese Romuald».  Ma non è finita: «Finalmente un fantasy gotico che non cerca di infilarsi a forza nelle ultime mode di adolescenti dai denti a punta e bellissime angiolette salvatrici del mondo! Non è uno young adult da consumare e buttare via. Potrebbe piacere molto al pubblico dei veri lettori di genere che resistono sotto i colpi delle schifezze pubblicate negli ultimi anni».

Per scoprire tutti i segreti di Alessio Filisdeo, non resta che leggere «Le memorie oscure. Rondò», per cominciare. Capiremo meglio, forse, anche la storia recente, da Napoli al Brasile…

venerdì 6 giugno 2014

Alle radici dell'occulto.

Non solo vampiri. Non solo cacciatori di esseri sovrannaturali.
Quando ho ideato il mondo delle Memorie Oscure avevo ben chiara una cosa: doveva essere una versione più buia e decadente del nostro mondo, una versione dove l'antichità della terra doveva respirarsi a pieni polmoni, dove il mito e la leggenda possedevano ben più di un fondo di verità.
Per cui ho scavato.
Prima degli ordini cristiani, prima dei nosferatu, tra gli echi della civiltà atavica degli egizi e la caduta di Cartagine. Non sono mai stati i mostri il fondamento delle paure dell'Uomo, quanto piuttosto l'impercettibile, l'inesplicabile, l'impalpabile: la magia.

Partendo da questo presupposto, ovvero che una forza invisibile, da sempre, pervade la realtà, ho dato vita alla mia personale concezione della magia all'interno dell'universo narrativo delle Memorie Oscure.
Ho preso i più blasfemi rituali pagani, la cultura di civiltà scomparse da millenni, le loro usanze fondate sul culto del sangue e della morte, sul conflitto/armonia con tutti gli elementi. Poi sono passato ai trattati cattolici redatti durante i Secoli Bui, alla ferma condanna dei tribunali inquisitori.
Qui mi sono fermato. Avevo tutto ciò che mi occorreva. Non erano incantesimi, non erano formule latine e nemmeno culti votati a una sorta di equilibrio superiore. C'era solo il potere grezzo, nè bianco nè nero, la vera stregoneria, quella concessa a poche, pochissime elette in grado di canalizzarla per i propri scopi.
Quella che troverete nelle Memorie Oscure è una magia "silenziosa", terribile, oscena e blasfema che si manifesta "dietro le quinte" della realtà mortale. Una magia che non ama mostrarsi nè pavoneggiarsi, di cui si avverte la presenza ma non la si riconosce se non nel momento della verità. Non c'è nulla di sensazionalistico, pirotecnico o caotico. 
Le "mie" streghe sono donne volubili, egoiste, solitarie e arroganti. In virtù delle capacità che governano a caro prezzo si ritengo più di comuni essere umani. Guardano con sprezzo ai mortali e non si curano dei dannati. Il loro potere deriva dalla loro stessa ambizione. Tengono solo a loro stesse, non si schierano, non hanno interesse nel governare o nel raggiungere posizioni sociali elevate.
Le mie streghe sanno essere imprevedibili. La loro fama le precede. Non c'è personaggio, umano e non, che vorrebbe averci a che fare. E quando l'interazione è davvero necessaria, aleggia costantemente un'atmosfera di lecito dubbio, di sfiducia, di repentino ribaltamento delle dinamiche.      
Non esistono circoli, congreghe, assemblee o sorellanze vere e proprie. E così come per altre intuizioni, la mia visione sull'argomento deriva da poche e semplici domande: perchè una strega dovrebbe voler fare del bene, o del male? Quel'è il suo tornaconto? Quali sono i suoi limiti morali, i limiti morali di una donna che potenzialmente non ha limiti? 
Se da un lato queste stesse domande potrebbero essere rivolte alla figura del vampiro con risposte abbastanza scontate, trovo che contestualizzarle alla figura della strega, figura non immortale, più "esposta" durante la Storia rispetto agli inafferrabili non morti, sia certamente più intrigante e interessante.    
Dare per scontato che qualunque essere, a contatto con un grande potere, dotato di capacità fuori dalla norma, sia più propenso a farsi corrompere, a seguire i dettami dei suoi desideri, o anche soltanto a ignorare tutto ciò che non rientra nei suoi interessi o nelle sue possibilità. 
Non si tratta quindi di streghe malvagie, di magia nera o di corruzione dell'anima. Semplicemente per ottenere più potere bisogna sacrificare di più. 
Nelle Memorie Oscure la magia esiste, ma il mondo delle Memorie Oscure è pur sempre il nostro verosimile macrocosmo, coi suoi vizi e le sue virtù.
Come direbbe qualcuno, se sai fare bene qualcosa perchè farla gratis?
Questo è in breve il concetto dietro la personalità delle mie streghe, e nell'economia dei miei romanzi il loro modus operandi procurerà spesso e volentieri una serie di reazioni a catena da cui persino un vampiro troverà impiccio ad uscirne.

"Alle streghe importa soltanto delle streghe."  (cit. Tractatus Maleficarum, 1237)