domenica 16 febbraio 2014

La caduta dell'eroe.

Da che ne ho memoria, in ambito narrativo, la trovata che mi ha sempre affascinato di più è stata sicuramente quella del malvagio di turno, del personaggio negativo, che diventa eroe della vicenda.
Si tratta di un'evoluzione molto intrigante, io credo, e non tanto semplice da mettere in pratica come qualcuno potrebbe credere. C'è bisogno infatti di una figura carismatica, di tempo e pagine per presentarla adeguatamente, di pazienza da parte del lettore. E deve essere una figura unica, violenta e passionale, con un suo preciso codice morale, qualcosa a cui potersi aggrappare per poter entrare in empatia con lei.
Un giorno, ritrovandomi a riflettere sulla complessità, e le potenzialità, di tale espediente, mi sono domandato: "E se fosse il contrario? Se all'interno della storia avvenisse un processo inverso? Se fosse il protagonista, l'eroe senza macchia, a trasformarsi nella nemesi?"

Così sono nate le Memorie Oscure, o meglio, le creature che le popolano.
Ero stanco di leggere del classico "Bene contro Male", stufo che il paladino di turno, dopo le difficoltà di rito, riuscisse a prevalere sul rivale. Tuttavia non volevo nemmeno, come scrittore, cimentarmi in qualcosa di già visto. Volevo sorprendere, meravigliare e spiazzare, me stesso e il lettore.
Questo ho fatto: dare per scontato che tutti i miei personaggi fossero buoni, dotandoli per diretta conseguenza di un lato oscuro, rendendoli più o meno malvagi a seconda del momento, o degli occhi del narratore.
Nelle Memorie Oscure non esiste un personaggio semplicemente bianco, o uno semplicemente nero. C'è, al contrario, una distesa di grigio dove ogni presenza in gioco è mossa da un proprio disegno, da un preciso fine, da un qualcosa che farebbe di tutto pur di raggiungere. E tale ambizione, tale ricerca, si ripercuote sull'economia della storia arrivando a favorire, o ritardare, in maniera non sempre calcolata o intenzionale quella degli altri protagonisti.
Il risultato è dunque un cambio di prospettiva sempre nuovo, dove l'eroe di un capitolo può essere pure il malvagio di un altro, e viceversa. Le buone azioni posso portare a scenari disperati, mentre le efferatezze, le ingiustizie del momento, evolversi in situazioni tutto sommato positive.
Non vi nascondo che decidere di raccontare una storia in questo modo, scrivere più libri seguendo questa impostazione, è
molto faticoso: c'è bisogno di dedizione, studio e sopratutto lungimiranza. Bisogna possedere una visione d'insieme su ciò che si vuole raccontare molto precisa, perchè altrimenti si può scadere facilmente nel ridicolo involontario, o "perdersi dei pezzi per strada".
E credo fermamente che sia proprio la particolarità di questa struttura narrativa a distinguere il mio lavoro da quello degli altri scrittori del genere attualmente sulla piazza. Perchè leggere di un malvagio che si redime è sempre entusiasmante, ma leggere di un eroe che trova il suo vero scopo nella caduta verso il male... beh, credo sia un'esperienza a dir poco singolare.

martedì 4 febbraio 2014

Il romanticismo letterario, noto anche come "gotico".

Che il vampiro sia la creatura gotica per eccellenza è un fatto ormai risaputo.
Ma cosa si intende esattamente per "gotico"? Cosa racchiude questo termine, e cosa rappresenta?
Ebbene si tratta niente meno che del romanticismo letterario, ovvero la messa in scena di emozioni estreme, della loro forza illogica a fronte di un mondo grigio e razionale.
Mistero, magia, esoterismo, tenebra e, il più delle volte, sentimenti tanto violenti da portare alla morte.
In breve, il genere gotico è l'essenza assoluta dell'atmosfera, qualcosa che evoca immediatamente rovine, pinnacoli, castelli diroccati, creature melanconiche e fantasiose superstizioni.
Ma non solo.
Shelley, Poe, Stoker, Stevenson, Le Fanu e persino Conan Doyle elevano il genere a un livello di empatia che possiede dello straordinario.
Il fattore del sovrannaturale, del fantastico, viene asservito a quello della realtà, valorizzando non solo il contesto storico ma anche quello sociale. Perchè se da un lato c'è una società agli albori della tecnologia moderna, una società che lentamente sta scoprendo le meraviglie della scienza, dall'altro ci sono le angosce, le paure, i dubbi morali di questa società puritana ancora con lo sguardo rivolto al cielo, a un'entità superiore.
Ecco dunque lo scenario ideale per raccapriccianti storie dell'orrore: orrore non inteso nel senso di mostruoso, quanto piuttosto di grottesco, o inquietante. Inquietudine per il futuro, inquietudine per ciò che la scienza ancora non può spiegare, inquietudine per i sentimenti scaturiti dall'animo umano.
Si affacciano al genere personaggi visionari, addirittura colti dalla follia, in balia di conflitti interiori. Vi sono possessioni demoniache, antiche profezie, fanciulle insidiate dal male, creature da incubo nate dal genio e dall'ambizione di un semplice essere umano.
Il vampiro è tutto ciò e molto altro ancora: mostro e creatore, cacciatore e preda, violento e passionale. Si ciba della vita altrui, e le uniche emozioni che prova sono date dalla morte delle sue vittime.
Così come per altri esponenti del genere, esso non accetta il principio di moralità proprio della società umana, e anzi lo mette continuamente in discussione. Preferisce sedurre, manipolare il subconscio, corrompere e disporre della propria esistenza a piacimento, cedendo talvolta al vizio, agli istinti più bassi.
Il vampiro rappresenta tutto ciò che l'Uomo vorrebbe essere, ma che per via delle leggi, del pudore e della mortalità non sarà mai.
Questo è il gotico: la gravità del vecchio mondo, dei vecchi dogmi, che si scontra violentemente col desiderio di libertà, sia essa religiosa, filosofica o morale di un mondo giovane, affamato di emozioni
Il mio lavoro si basa esattamente su questa visione: creare racconti e romanzi che possano entrare a pieno diritto nel genere.
Che poi il risultato sia effettivamente commisurato alle mie intenzioni, sta a voi decretarlo.